Angelo Dore il socialista ittirese

Pubblicato il da Totoi Fadda

 

 

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  (fonte: Associazione Sardi di Trieste)


Quando scoppiò la Prima Guerra  Mondiale (1915-18), molti pensarono alla profezia di “Emmanu Zuseppe”, un frate laico rimasto a Ittiri dopo la cacciata dei francescani in seguito alle leggi eversive del 1855 e del 1866, questo andava sempre dicendo: “S’iscuru a chie s’acciapada assu 15” .

Numerosi ittiresi risposero alla chiamata, molti non tornarono ed i loro nomi si trovano tuttora scolpiti nel marmo della torre loro dedicata ai piedi del campanile del convento francescano.

Prima che la guerra terminasse, la popolazione di Ittiri fu decimata dalla “Spagnola”, una forma influenzale che in pochi giorni, data l’insufficienza della medicina, portava alla tomba. Ne morirono tanti che i falegnami non facevano in tempo a preparare le bare, infatti, molti furono interrati avvolti in lenzuola e perfino entro grandi cassetti di guardaroba.

Subito dopo la guerra si ricominciò con la lotta dei partiti in un periodo di libertà, finché con l’avvento del fascio tale libertà venne meno completamente. Le camicie nere facevano bere l’olio di ricino ai più rivoltosi, rinchiudendoli molte volte nei tombini. Questo fu un periodo tristissimo della storia di Ittiri per le prepotenze dei fascisti e di alcune famiglie che, d’accordo con un esponente della vita politica cittadina, avevano assoldato un bandito di Cossoine, un certo “Oneddu”, per disfarsi dei loro nemici.

In questo periodo, risalta l’attività di Angelo Dore, fabbro dalle forti braccia, dalla dialettica sagace e trascinatore di folle, instancabile figura di diffusione dei principi del nascente socialismo e sindaco di Ittiri dal novembre 1920 al febbraio 1923. La figura di quest’ittirese è molto controversa, i compagni di partito lo hanno esaltato come gran pensatore, come scrittore, come uomo politico; gli avversari lo hanno infangato ingiustificatamente, attribuendogli accuse che certamente non meritava, come i tanti pettegolezzi sorti intorno a lui. In realtà era un grande uomo intelligente ed ebbe un ruolo importante per la politica sarda negli anni del pre-Fascismo.

Molti affermano che nonostante il nome, non fu un angelo ma, a ben guardare, alla base di questo giudizio non c’è che l’odio che l’appartenenza a partiti opposti comporta. Si vide che Angelo Dore resisteva, fermo con le sue idee si opponeva a quelle del fascismo, a lui, a differenza di molti altri, l’olio di ricino poteva svuotargli il corpo ma non la mente, riteneva giuste le sue convinzioni ed allora fu accusato dagli avversari politici.

Nel lavoro, da buon socialista, egli vide il suo più alto ideale e dedicò a lui gran parte delle sue energie che, unite al profondo spirito di iniziativa, gli ottennero un’agiata posizione economica.

Come studioso fu un mediocre autodidatta, soggetto quindi alla limitazione che nella maggior parte dei casi, la cultura autodidattica, essenzialmente parziale, comporta. La sua opera “S’impostura clericale”, un opuscolo in versi dialettali con una lunga introduzione ugualmente in dialetto, non ha gran valore perché molti degli argomenti che egli mette alla base del suo anticlericalismo, sono facilmente confutabili con un più approfondito esame degli stessi testi dai quali egli attinse. Dall’opuscolo possiamo capire che, contrariamente a quanto molti pensano, Angelo Dore non era ateo ma solamente acceso anticlericale. Era nato il 26 dicembre 1875, morì il 2 maggio 1936 all’età di 60 anni.

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