S' Impostura Clericale - Sassari - 1909

Pubblicato il da totoi fadda

A mio Padre nel centenario della sua nascita

Giovanna Maria Dore

Ittiri, dicembre 1975

 

Ai compagni ed agli amici che hanno conosciuto Angelo Dore, a quanti hanno con Lui lottato e sofferto per combattere il fascismo e per il Socialismo, a quanti ancora oggi combattono, soffrono e spesso muoiono per gli ideali di libertà,democrazia e Socialismo, è dedicata questa opera in versi di Angelo Dore.

Angelo Dore è nato a Ittiri (Sassari) il 26 dicembre 1875, è morto a soli sessant' anni il 2 giugno 1936.

Fin dalla giovinezza abbracciò l' ideale socialista diventandone subito non soltanto tenace assertore ma attivo propagandista, impegnadosi nella diffusione di quegli ideali e nella attività di trovare nuovi proseliti.

Questo suo impegno, che fu piuttosto dedizione e missione, lo portò subito ad una situazione insostenibile e al tempo stesso entusiasmante. Egli trovò subito compagni e seguaci fra le perosne più illuminate e fra i lavoratori oppressi nella oibertà e nella dignità, ma trovò anche molti nemici che temevano che i nuovi ideali potessero ridurre il loro potere e potessero spezzare le catene dell' oppressione politica ed economica.

Nè gli ostacoli, nè le difficoltà, nè i nemici personalipoterono ridurre al silenzio Angelo Dore e non ne poterono pure fiaccare o indebolire la volontà e l' entusiasmo.

Egli, con la Sua travolgente parola e con la Sua forza di persuasione, si conquistò la stima e la fiducia dei Suoi compaesani. Riuscì ad introdurre e a diffondere nel suo paese natale gli ideali socialisti facendo numerosi proseliti ed alla fine facendo della Sua Ittiri uno degli esempi più vivi della presenza socialista in Sardegna.

La Sua attività, la Sua perseveranza, la certezza di volere il bene e l' emancipazione del popolo ittirese ed in particolare della classe operaia gli conquistarono la simpatia popolare ed i Suoi compaesani lo vollero Sindaco di Ittiri.

Ricoprì questa carica dal 1918 al 1922 fino a quando le forze reazionarie che avrebbero dato il potere al fascismo lo condannarono a cinque anni di confino che scontò in varie località fra le quali Bari e Matera.

Il fascismo, successivamente impadronitosi del potere pubblico, Lo perseguitò e Lo incarcerò tentando di ridurlo al silenzio e di fiaccarlo nel corpo e nello spirito. Ma contro la nobiltà del Suo animo e la forza delle Sue idee niente potè la violenza sicchè anche di Lui si potrà dire "uccidete l' uomo, ma l' idea che è in me non muore".

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